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sabato 5 maggio 2012

Milioni a gogò da "Il Guado"
... dove si narra di milioni di "cervelli" trapanati dalle strategie di psicologi e multinazionali. 
Cap.2 "Eldorado"
(Scena: Hotel "Stella Maris", Camogli; Tempi: attuali; Personaggi: Eric Desayeux: pubblicitario; Aline: modella)
Milioni a gogò
«Aline, io e tutti gli altri pifferai di questo mondo siamo i Persiani, siamo i sacerdoti del Gran Re, i mercenari della globalizzazione. Noi per colonizzare le menti altrui disponiamo di capitali immensi. Abbiamo il potere di ipnotizzare con immagini oniriche, affascinare con dissolvenze e rallentatore, turbare con musiche inquietanti, eccitare con sguardi ambigui, irretire con respiri orgiastici, abbindolare con frasi a effetto, catturare con sequenze sensuali, far rincoglionire con scene senza senso ripetute fino all’ossessione. I Greci? Le poleis? Dovrebbero essere i clienti, i consumatori, cioè i pesci sul sofà. Dico “dovrebbero” perché diventando nostri complici si sono già arresi. Consegnandoci menti e portafogli, hanno rinunciato a difendersi. Eppure ognuno di loro potrebbe diventare un Leonida, potrebbe distruggerci facilmente. Basterebbe che cominciassero a riflettere e si ribellassero, senza aspettare l’eterno cavaliere bianco, la grande, eroica occasione o l’evento risolutore di tutta una vita. Cominciando dalle piccole cose potrebbero diventare, tutti e da subito, dei Leonida».
Aline lo guardava senza capire.
«Un mio caro amico, pifferaio anche lui, è riuscito con le sue pasticche, in pochi anni, a far pagare il caffè otto volte il prezzo della miglior miscela sul mercato».
Aline lo guardava come una bambina che ascolta una favola.
«Come ci è riuscito? Semplice: in modo cartesiano e con largo uso di fondi. Primo: con tecniche da spacciatore di droga, ha regalato a piene mani la prima dose: la macchinetta. Buon design e costruita in Cina. Secondo: ha disegnato degli imballaggi stupendi ed evocativi, anche se inutili e tragicamente inquinanti. Una cosa è imballare in un sol colpo cinquecento grammi, un’altra è imballare cento volte cinque grammi. Terzo: ha costruito dei “templi”: dei negozi raffinati dove macchinette del caffè e pasticche multicolori vengono esposte in intime cripte sul muro, avvolte da luci soffuse, come fossero divinità policrome. In alcuni negozi ha anche previsto dei sancta sanctorum, degli spazi interni in cui commessi sacerdoti officiano con movimenti misurati il rito del caffè. Mi ha detto che in quei negozi vuole dare ai polli, quelli che io chiamo pesci sul sofà, l’illusione di far parte di un’elite. Quarto: ha arruolato il bell’attore superpagato che, ossessivamente, con sguardi sbarazzini, e frasi accattivanti, come un cane da gregge, ha il compito di spingere le pecore dietro lo schermo… dentro la stalla. Ultimo: avendoli già incatenati alle sue pasticche, perché la macchinetta funziona solo con quelle, presenta il conto, spudoratamente salato: otto volte il prezzo della miglior miscela sul mercato. È un genio, in pochi anni ha messo su un business milionario, tolto la “libertà di caffè” a polli, pecore e pesci e conquistato segmenti su segmenti di mercato. Una Austerlitz, visionaria e trionfale. Pochi mesi fa, di passaggio a Parigi, è venuto a trovarmi a cena: adora i miei branzini in crosta di sale. A fine serata, al momento del caffè, quando ho tirato fuori il mio barattolo di “Chicco d’Oro” e la vecchia, gloriosa, Bialetti, scuotendo la testa, ha ghignato: "La migliore, è quella che uso anch’io, ci tengo alla mia libertà, ma la mia… è blu”. È un genio, un bastardo, un mercenario del Gran Re e un grande amico».
Aline lo guardava stupita, come se Eric avesse tolto un drappo a un quadro che aveva avuto sotto il naso per tanto tempo e le avesse mostrato quel che lei non era stata in grado, da sola, di vedere.
«Aline, con le stesse tecniche e dei buoni budget possiamo vendere anche titoli spazzatura a peso d’oro: hai mai sentito parlare della Parmalat? O far eleggere presidenti come saponette, con buona pace della democrazia».


venerdì 4 maggio 2012

giovedì 19 aprile 2012

La ragazza dall'orecchino di perla.
E' diventato un libro e un film.
Oltre a parlare di Vermeer, un genio, libro e film gettano uno sguardo sull'Olanda del XVII secolo, sull'Arte e sulle condizioni di vita di una ricca famiglia borghese e di una povera serva senza... ammortizzatori sociali.

Recensione libro



mercoledì 18 aprile 2012

Arte.
Cos'altro si può aggiungere?
Vermeer è un genio assoluto, di una modernità che affascina.
Per rendersene conto basta guardare i quadri (anche bellissimi) dei pittori suoi contemporanei.
"La ragazza dall'orecchino di perla", Jan Vermeer (Delft 1632 - Delft 1675)

lunedì 16 aprile 2012

Rivolte e Rivoluzioni
San Pietroburgo, fine febbraio 1917
Da qualche giorno i soldati in rivolta, liberatisi d'un tratto di qualsiasi disciplina, disertori e criminali comuni usciti di prigione, tutti armati, fanno regnare la violenza in alcune zone della città: negozi saccheggiati, borghesi presi a botte, passanti molestati e taglieggiati.

Il 1° marzo Maksim Gor'kij scriveva sul suo giornale, la Novaja žizin: "In troppi giudicano rivoluzionari alcuni gruppi che dimostrano solo la violenza asiatica di una folla incontrollabile [...]. A pochi giorni dalla caduta del vecchio regime sono già iniziati i saccheggi. Che accadrà adesso? Non ne ho la minima idea. Ma ho il presentimento che sorrerà molto sangue, molto più di quanto sia mai accaduto". I fatti, purtroppo, gli hanno dato ragione.

"Natura deficit, fortuna mutatur, deus omnia cernit".
La natura ci tradisce, la fortuna muta, un dio dall'alto guarda ogni cosa.


sabato 14 aprile 2012

Libreria Arcadia, Melzo 
Presentazione "Il Guado" (Assessorato alla Cultura; Comune di Melzo)

http://www.arcadiacinema.com
Ogni pagina de “Il Guado” è un miscuglio di sogno e di autobiografia e ciò che a prima vista appare fantasioso a  volte è, brillantemente o dolorosamente, reale.
In otto episodi Tringale tenta di recuperare la “capacità di stupirsi”, di indagare sulle nostre origini umane e sociali, di porsi alla ricerca “delle proprie domande”.
“Il Guado” tratta di globalizzazione, di “invadenza tecnologica”,di immigrazione, di democrazia, di Storia, di “identità”, di senso di appartenenza e ci trasporta, in 222 pagine, in luoghi, tempi e contesti molto diversi come se ci invitasse a scrutare con gli “occhi della mente” la Grande Storia del Mondo e le piccole storie degli uomini.
Nell’ultimo capitolo, in un accorato omaggio ai cinquant’anni dall’uscita de “Il giorno della civetta” di Leonardo Sciascia, Tringale prova ad osservare,da siciliano, la Svizzera e, da svizzero, la Sicilia e l’Italia.

martedì 10 aprile 2012

L'isola che non c'è: Realtà e Utopia.
Bennato si è liberamente ispirato al romanzo "Peter Pan" (1904) di James Matthew Barrie.

Seconda stella a destra
questo è il cammino
e poi dritto, fino al mattino
poi la strada la trovi da te
porta all'isola che non c'è. 

"L'isola che non c'è", Edoardo Bennato
Forse questo ti sembrerà strano
ma la ragione
ti ha un po' preso la mano
ed ora sei quasi convinto che
non può esistere un'isola che non c'è

E a pensarci, che pazzia

è una favola, è solo fantasia
e chi è saggio, chi è maturo lo sa
non può esistere nella realtà!....


 Son d'accordo con voi
non esiste una terra
dove non ci son santi né eroi
e se non ci son ladri
se non c'è mai la guerra
forse è proprio l'isola
che non c'è. che non c'è

E non è un'invenzione

e neanche un gioco di parole
se ci credi ti basta perché
poi la strada la trovi da te

Son d'accordo con voi

niente ladri e gendarmi
ma che razza di isola è?
Niente odio e violenza
né soldati né armi
forse è proprio l'isola
che non c'è.... che non c'è



Seconda stella a destra
questo è il cammino
e poi dritto, fino al mattino
poi la strada la trovi da te
porta all'isola che non c'è.

E ti prendono in giro

se continui a cercarla
ma non darti per vinto perché
chi ci ha già rinunciato
e ti ride alle spalle
forse è ancora più pazzo di te