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giovedì 12 luglio 2012

Eppur... si capisce (quel che dicono).
Nel 1978, quando studiavo al Politecnico di Torino, dalla mia casa di Via Lancia si "prendeva" la televisione svizzera.
Mi accorsi con stupore che, guardando il telegiornale della TSI, ... si capiva quel che dicevano.


Se i telegiornali italiani parlavano il politichese per rendere incomprensibile con frasi volutamente fumose, disgustosamente vuote, abbagliantemente assurde, la vita politica e sociale italiana... sulla TV svizzera si riusciva a capire come stavano le cose.


Sono sessant'anni che l'Italia affonda nella melma dell'ipocrisia, della falsità e della negazione dell'evidenza. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
In questi sessant'anni, a parte pochi casi (Sciascia, Pasolini, Fallaci, Montanelli) gli intellettuali italiani hanno "brillato" per la loro pesante, colpevole, assenza.


mercoledì 11 luglio 2012

Roger Federer: 7 volte Wimbledon
Durante il radiogiornale delle 19:00 (di domenica 8 luglio sulla radio svizzera italiana) è stato "intervistato" un "tuttologo" (sommelier, degustatore e non ricordo cos'altro). Questo signore, di cui non ho mai sentito parlare prima, di cui non ricordo il nome e a cui non potrei associare un volto ha inanellato una serie continua di corbellerie: "Federer è ormai l'impiegato di se stesso"; "Federer non è capace di esprimere emozioni"; "Il mio idolo era John McEnroe (quello che spaccava le racchette e insultava, spesso e volentieri, gli arbitri)", e così via.
Intervista noiosa ma, spero, non costosa (non vorrei sia stato pagato per una simile serie di banalità).
Wimbledon 2012: Settima vittoria di Federer
Non sono un tifoso, ma Roger Federer mi è simpatico: professionista, serio, equilibrato e misurato.
Come può controllare così mirabilmente le emozioni nei momenti critici?
Bisognerebbe chiederlo a lui.
Per quanto mi riguarda azzardo un'ipotesi: potrebbe usare la tecnica buddista dell'Io osservante.
E' una tecnica in cui immagini di vederti con occhi esterni. Ciò aiuta a relativizzare le situazioni permettendo di controllarle.
In fin dei conti Federer, con le due palle di match in tasca, potrebbe aver pensato: "sono un trentenne in buona salute, ho un'ottima famiglia, due belle bambine, sono ricco oltre ogni necessità, in fin dei conti sto solo giocando su un campetto d'erba di un pianetino ai margini della Galassia, etc... etc..".
A quel punto quelle palline potrebbero aver acquistato un'altra valenza, un altro significato...
Complimenti Roger.

martedì 10 luglio 2012

Wimbledon e "Inviati"
La radio svizzera italiana ha inviato a Wimbledon il Signor B.
La televisione svizzera italiana ha inviato a Wimbledon il Signor M.
Perchè due inviati di una stessa azienda a commentare lo stesso evento?
Perchè duplicare costi (aereo, taxi, albergo, vitto, etc...)... e quindi anche inquinamento?


Non metto assolutamente in discussione le capacità del Signor B e del Signor M, ma cosa potranno mai dire di diverso l'un dall'altro? Nulla.
Non solo: ascoltando i servizi delle tante altre finali vinte da Federer a Wimbledon, la sostanza dei reportage è sempre la stessa. Possono cambiare le date, gli avversari, la meteo, i cappellini delle belle spettatrici, ma le iperboli, gli aggettivi stratosferici, i voli pindarici... sono sempre gli stessi.

Si parla tanto (troppo) di riduzione costi e ottimizzazione: si vogliono tagliare gli uffici postali nei piccoli comuni, si vogliono ridurre fino all'esasperazione gli organici delle ditte manifatturiere, etc...
E la rtsi?
La rtsi è esente?
Esente perchè vive in un "mondo protetto"?
Perchè il canone a cui sono obbligati gli utenti la mette al riparo dal Mercato e dal Buon Senso?
Io lavoro nell'Industria di esportazione, cioè al fronte.
Mai un direttore d'azienda manderebbe due venditori a vendere gli stessi prodotti ad uno stesso cliente. Neanche se il Cliente fosse dall'altra parte della strada.


lunedì 9 luglio 2012

Tifosi e Spettatori, Tifosi o Spettatori... non c'è scampo.
Ieri sera il giornale radio delle 19:00 ha "aperto" con un servizio spropositatamente lungo sulle ultime battute della finale di Wimbledon. Alcune interviste, fra il surreale e il ridicolo, hanno farcito i sei minuti e oltre del "servizio".

Un'ora dopo, a partita conclusa, il telegiornale ha dato ancora come prima notizia la vittoria di Federer.
Scaletta:
. Lungo "servizio" su Federer a Wimbledon
. Un servizio sulla morte dell'ex consigliere federale Leon Schlumpf, interrotto  non appena ristabilito
  il collegamento con...
. il corrispondente da Wimbledon a cui sono state poste altre domande fra il surreale e il nonsense 
  (es. "Per quanto tempo Federer resterà numero 1 della classifica mondiale?").
. Cinquantesimo anniversario dell'amicizia franco-tedesca
. Braccio di ferro al Cairo fra neo Presidente e Corte Costituzionale
. Elezioni in Libia
. Conferenza di Tokyo sull'Afghanistan
. Traffico illegale di neonati in Cina.

I burocrati della rtsi ci vogliono evidentemente o tifosi e spettatori, o tifosi o spettatori, non c'è scampo, non ci può essere altra spiegazione.


domenica 8 luglio 2012


Il Tempio di Giove Anxur e il benzinaio
Il 3 agosto 2011, sotto la canicola estiva, fra un incontro di lavoro e l'altro che avevo fissato prima della chiusura estiva, mi ritrovai a Terracina.
In alto, sul Monte Sant'Angelo, il Tempio di Giove Anxur (1° secolo a.C.) si ergeva maestoso e temibile: bellissimo.
Sia per come appariva che per quel che lasciava immaginare.

Il Tempio di Giove Anxur a Terracina
Accostai al distributore Gemax per il pieno.
Il benzinaio, sui trentacinque anni, ben piantato e faccia simpatica, guardando la targa dell'auto chiese: "Signoriì, allora abitate in Svizzera?".
"Sì in Ticino, nella parte italiana".
"Bel paese la Svizzera, ci ho lavorato tre anni, nella parte tedesca, vicino a Solothuurnnn".
"Piaciuto?".
"Certo, lì le cose funzionano. Lì il bianco è bianco e il nero è nero, non come qua... ch'è 'na fetenzia, ci massacrano con le tasse e non funziona niente".
"La capisco, e tanto", gli risposi (più di quanto possa pensare... pensai).
Mentre riaccendevo il motore guardai il tempio di Giove, su in alto, e mi dissi che da quelle parti non era andata sempre così. Avevano avuto tempi ben migliori in passato.

Baia di Terracina con Gaeta sullo sfondo
Tempio di Giove Anxur: come doveva essere

sabato 7 luglio 2012


"Il terzo uomo"... e "Il Guado"
Cap.8 "Kaos"
(Scena: A Montallegro, nei pressi di Agrigento; Tempi: attuali; Personaggi: il generale Bellodi 
(il capitano Bellodi... ormai in pensione) di Leonardo Sciascia ne "Il giorno della civetta" e 
Don Sebastiano Arena "nipote immaginario" di Don Mariano Arena).

«La Svizzera è un grande Paese, potrebbe essere un esempio per il mondo intero, a cominciare dall’Italia: nazione nata dal basso, esercito di milizia, senso di appartenenza, spirito di servizio, democrazia diretta che lascia, spesso, l’ultima parola al Popolo».
Fece una pausa, lo guardò dritto negli occhi, poi riprese: «Cioccolata e orologi a cucu? Come diceva quel tale nel film "Il Terzo uomo"? Ignoranza e luoghi comuni, stupidi slogan. Gli italiani sono dei geni, ma per secoli hanno nuotato in fiumi d’oro: le famigerate decime dei paesi cattolici che da tutta Europa inondavano Roma. Senza gli oboli di Lisbona, Madrid, Parigi, Milano o Palermo difficilmente Michelangelo e Raffaello sarebbero potuti uscire dal guscio». Guardò ridendo il Generale: «La Svizzera sarebbe un posto noioso? Perché non c’è la lupara bianca? O perché non fioriscono, ogni mattina, cessi abbandonati ai bordi delle strade?».
Bevve un sorso di Alcamo: «La Svizzera è un paese di cittadini perché non ha mai comprato la sicurezza dagli altri come arrivò a fare, ormai fatiscente, l’Impero Romano appaltandola ai barbari. La Svizzera, piuttosto, l’ha venduta agli altri, la sicurezza, con i rinomati mercenari di montagna. Pensi un po’ a quei furbacchioni dei papi: chi si sono presi come guardaspalle? Gli svizzeri naturalmente: efficienti, professionali, spietati, disciplina, spirito di corpo,rispetto per i capi… fu per questo che entrai nelle Forze Speciali».
“Oh Madonna!” pensò il generale “Un collega più giovane?”.

venerdì 6 luglio 2012


La Svizzera: una Nazione atipica. 
Le riflessioni riportate sotto sono di un mio conoscente: sui quarant'anni, svizzero italiano, uomo di cultura, istruttore dell'esercito e direttore d'azienda.
"La Svizzera, nel contesto mondiale, è uno Stato atipico dove s’intersecano differenze linguistiche-culturali che convivono da più di 700 anni e che collimano in un’unica, solida identità nazionale.
Vi sono Cantoni ancora prevalentemente agricoli che convivono con regioni a vocazione industriale o con altri che basano la propria sussistenza essenzialmente sullo sviluppo del settore terziario.
Osservando la Svizzera si potrebbe pensare che ciò che è successo in questo paese possa ripetersi anche in altre realtà europee, senza rendersi conto che la Svizzera è una nazione dove la voce dei suoi cittadini è sempre stata padrona e dove si è spesso rinunciato a vantaggi di parte per un bene comune maggiore.

È questa la forza della Svizzera, e a ciò è dovuto il fatto che altri Cantoni, con realtà economiche ed interessi diversi, chiesero successivamente di aderire al Patto di Alleanza che strinsero i primi tre Cantoni, nel 1291, sul praticello del Grütli. Unico comun denominatore fu il fatto di avere la possibilità di autogovernarsi e di sottrarsi al giogo imperiale germanico.
Per secoli, per favorire la coesione interna, è stata adottata la soluzione del “giusto mezzo” dove tra interessi completamente diversi si cercava, sempre, di trovare una soluzione mediana che andasse bene a tutti, indipendentemente dal tipo di Cantone, ed in favore della Nazione intera.
Questa politica ha visto nascere la Svizzera lentamente, Cantone dopo Cantone, e con essa è nato uno stile di governo diverso da quello di tutti gli altri Stati Europei: un governo basato sulla concordanza. Nel governo svizzero sono infatti rappresentati tutti i maggiori partiti, le decisioni vengono prese collegialmente e, una volta prese, tutti i membri dell'esecutivo sono tenuti a difenderle e promuoverle indipendentemente dalle opinioni personali.
“Il giusto mezzo” è diventato il modo di vivere degli svizzeri, che cercano sempre di trovare la soluzione idonea a qualsiasi vertenza, metafora della vita che ci vede costantemente confrontati a ostacoli da superare e fiumi da attraversare.
Invece di intestardirsi nel voler attraversare il corso d’acqua lì dove ci si trova al momento, senza raccogliere informazioni o basarsi su verità assolute o sul buon senso, lo svizzero cercherà sempre un guado propizio per l’attraversamento.
A volte l’acqua lambirà appena le caviglie, altre arriverà fino alla cintola, altre ancora fino al collo, ma lui cercherà, sempre e comunque, il punto migliore per attraversare".