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lunedì 18 marzo 2013

"Differenze razziali" 
Anni fa, a Efeso, rimasi estasiato, ammutolito, di fronte alla biblioteca di Gaio Giulio Celso. Resta solo la facciata, ma basta a dare un'idea della magnificienza del luogo e delle idee che vi erano dietro:
. la biblioteca fu progettata per contenere 12'000 rotoli e servire da tomba monumentale per lo
  stesso Gaio Giulio Celso;
. fu finanziata esclusivamente con fondi privati della famiglia;
. Gaio Giulio Celso era di Sardi, quindi un greco, ciò nonostante arrivò ai vertici del cursus honorum 
  romano;
. Nelle nicchie al piano terra sono inserite quattro statue: Sophia, Areté, Èunoia, Epistème 
  (Saggezza, Virtù, Benevolenza e Sapienza).

Biblioteca di Gaio Giulio Celso (II secolo d.C.)
Rimasi ammutolito nonostante a Taormina (a pochi chilometri da Catania, la mia città), c'è una meraviglia, altrettanto meraviglia, e di cinquecento anni più antica).
 
Teatro di Tauromenion (III secolo a.C.)
Migliaia e migliaia di ore di lavoro, di oro e di "conoscenze" per costruire i templi per l'anima di Sicilia, Grecia e Asia Minore mentre...

 ... ancora mille anni dopo Cristo, c'erano genti e genti che vivevano solo in capanne di legno e fango e a cui non passava minimamente per la testa di spendere tempo, danaro e fatica per costruire edifici per gli occhi della mente.
Gli abitanti di Taormina, Efeso e di tutti quei villaggi primitivi erano "uguali" fra di loro.
Erano uguali sì, ma solo... "fuori".


sabato 16 marzo 2013

"Django"
... non è un film sul razzismo, ma sul Potere.
Non è un film in bianco e nero (scusate il banale gioco di parole), ma un film sviluppato, senza slogan, su varie tonalità di grigio.

Django s-catenato
Nello sviluppo della storia incontrerete un latifondista ("disinibito", crudele e alla fin fine idiota) un maggiodomo negro (scaltro e arrogante) più carogna del suo padrone bianco, una bellezza nera che non ci pensa due volte ad  accomodarsi al tavolo (e stendersi sul divano) del potere, degli omuncoli (bianchi) tanto brutali quanto ignoranti (Tarantino gli mette in bocca solo grugniti e mugugni), ed un professore tedesco che è un capolavoro con la Parola e, quindi, con la Logica (in fin dei conti arriva dalle parti di Kant e di Hegel).

Il personaggio principale, Django, vive di luce riflessa. 
Senza l'atto creativo, l'opportunità offertagli dal professore tedesco (dal disarmante ingegno e le giuste traiettorie) non esisterebbe, continuerebbe a restare incatenato al carro degli omuncoli (bianchi).

Il finale (gigionesco) in cui Tarantino ci scaraventa addosso decine di morti ammazzati, sangue a gogò, ed arti spappolati da un diluvio di pallottole indicano (forse) l'intimo orrore che il regista prova per il genere umano. 
180 minuti spesi bene.
Il film mi ha ricordato Bagdad Café, del 1987, del regista tedesco Percy Adlon (stupenda Jevetta).
Come l'opera di Adlon, anche questa di Tarantino ha un vago sapore missionario e non è, di sicuro, un film antirazzista.

venerdì 15 marzo 2013

"Burgarella Road"
L'11 febbraio ho scritto un articolo su Giuseppe Burgarella, il samurai di Trapani.

Il samurai di Trapani
Giovedì scorso ero a la Spezia per lavoro. Mentre bevevo un caffè al bar, ho letto su "La Nazione" un articolo che me lo ha fatto andare di traverso.

La mappa della disperazione
Si potrebbe dire che "in fondo sono solo 89". Si potrebbe dire che muore più gente negli incidenti stradali, ma queste vittime della disperazione, provocate da una classe di politicanti corrotta e incapace, hanno un significato più amaro.
E poi cos'è quel picco assoluto in Veneto? Saranno più sensibili di altri? Soffriranno la pressione economica di Slovenja, Croazia e degli altri Paesi ex-comunisti?


giovedì 14 marzo 2013

"Bingo!"
Per il Movimento 5 Stelle le recenti elezioni sono state un bingo, e per tre motivi.
1. Legittimazione popolare (ricordate Napolitano, dopo la vittoria M5S alle passate elezioni?).
2. Operatività: da forza parlamentare l'M5S avrà molti più margini di manovra.
3. Nè PD, nè PDL hanno i numeri per governare da soli. 

II Legislatura: sei "governi"; III: cinque; V: sei; VI: cinque; VIII: sei; X: quattro; XIII: quattro
Tutti, in Italia, in Europa e nel Mondo dovrebbero essere grati al Movimento 5 Stelle per aver incanalato, in modo pacifico e democratico, il disgusto degli italiani per questa marcia classe partitica. Questi politicanti dovranno essere spazzati via, senza violenza, dal buonsenso, dall'onestà, dall'impegno, dal senso di giustizia e, quando necessario, da qualche sberleffo di quegli italiani che vogliono riprendersi il loro futuro.
* * * * *
Che fare? Che fare?  Tanto, c'è tanto da fare per questo Paese.


Ricordate la metafora della barca a vela? Bene: bisognerà mettersi al timone e risalire il vento andando, con buonsenso e lungimiranza, un po' all'orza e un po' alla puggia.

Fra orza e puggia

La cosa peggiore che si possa fare di questi tempi (credo) è "mitizzare" i vincitori di oggi: il M5S. Sarà la loro capacità ad andare (per il bene del Paese) all'orza e alla puggia, che ne decreterà il successo e la sopravvivenza. Ne quid nimis!


mercoledì 13 marzo 2013

"Che fare!"
L'Italia è piena di gente in gamba, di gente che ha successo nel mondo, onesta e competente, che non ha potuto esprimersi perchè il Paese è stato monopolizzato per sessant'anni da personaggi mediocri e servili. Quindi? Far leva su questo grande serbatoio. 

Il Movimento 5 Stelle non ha i numeri per governare da solo, ma i suoi elettori si aspettano risultati concreti in tempi ragionevoli, pena: la disillusione. Bisogna quindi fare accordi sulla base di progetti precisi (nuova legge elettorale; riduzione di parlamentari e stipendi; limitazione numero mandati e non cumulabilità delle cariche; riduzione/eliminazione del finanziamento pubblico ai partiti; eliminazione "Pensioni d'oro"; un italiano di valore al Quirinale; eliminazione dell'appellativo "onorevole" per gli eletti al Parlamento). Visto che da qualche settimana tutti "sembrano" volere lo stesso menù, non dovrebbe essere difficile mettersi d'accordo.

* * * * *
Leonardo Sciascia, già negli anni '80, denunciava che la Costituzione, in Italia, era morta e sepolta. Andando per metafore si potrebbe dire che i vagoni (i Partiti) hanno razziato la linea ferrata (lo Stato).
Leonardo Sciascia
E tutto ciò con buona pace delle seguenti (tiriamole fuori tutte, anche se alla rinfusa) sigle e siglette: DC, PCI, PSI, PRI, PLI, PSIUP, MSI, Forza Italia, L'Ulivo, PDS, Alleanza Nazionale, L'Asinello, Italia dei Valori, Lega Nord, DS, Partito Radicale, Fini, Casini, Rutelli, Monti, Pannella, PSDI, Verdi, SEL, UDC, Udeur, PD, PDL, Margherita, Ciccciolina, bla, bla, bla...

martedì 12 marzo 2013

"Rampa o Gradini?"
In situazioni degenerate come quella italiana non si può attivare il cambiamento senza "gradienti", cioè senza misure in qualche modo drastiche. D'altra parte non si può stravolgere tutto perchè, la Storia insegna (bolscevichi, maoisti, Khmer rossi), ciò porta dritti al disastro.


Il successo del M5S deve portare a risultati concreti nell'arco di mesi e ciò può esser fatto concentrando le energie su pochi punti fondamentali e, possibilmente, di impatto simbolico.
Se un simile cataclisma elettorale non portasse a risultati concreti di alcun tipo, la gente comincerebbe a disilludersi. Da questo punto di vista il "tempo" non gioca a favore del Movimento.

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La leggenda racconta che sul frontone del Tempio di Apollo a Delfi, un'iscrizione ammoniva:

"Ne quid nimis"

Tempio di Apollo, Delfi
 "Nulla di troppo, mai  eccedere"
 (in altre parole... il 3° Principio di Newton).


lunedì 11 marzo 2013

"Aritmetica"
In estrema sintesi le elezioni del 25 febbraio dicono che alla Camera:
. 1 italiano su 4,6 (21.56 %) ha votato Berlusconi (2008: 37.38 %) 
. 1 italiano su 3,9 (25.42 %) ha votato PD (2008: 33.18 %)  
. 1 italiano su 3,9 (25.55 %) ha votato Movimento 5 Stelle (2008: non presente).

Al Senato:
. 1 italiano su 4,5 (22.30 %) ha votato Berlusconi (2008: 38.17 %) 
. 1 italiano su 3,6 (27.43 %) ha votato PD (2008: 33.69 %)  
. 1 italiano su 4,2 (23.79 %) ha votato Movimento 5 Stelle (2008: non presente).
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I numeri dicono quindi che:
. Berlusconi(= PDL) non ha vinto (ha infatti perso il 16% sia alla camera che al Senato)
. il PD ha preso una sonora sberla (era dato per favorito)
. 1 italiano su 4, votando M5S, sente un disperato bisogno di cambiare. 


Se il Movimento 5 Stelle riuscirà a conseguire nel breve termine (sei mesi) dei risultati tangibili (mediante alleanze "a tema" con gli altri due Poli), avrà dimostrato che in questo Paese è possibile cambiare qualcosa in modo democratico.