Su rinotringale.it troverete qualche informazione su di me, maggiori dettagli sui miei libri Il guado (2011), Rivolta (2017) e 2034 (202?) e nuovi articoli del blog a cui darò un taglio diverso.
Anche se sono passati solo 7 anni dall'apertura del mio primo blog, il mondo, in questi 7 anni, è diventato più connesso, digitalizzato, globalizzato, straniato, fragile e ingiusto.
Guardando i pezzi sul tavolo, da ingegnere, mi rendo conto che non c'è partita: da una parte la concentrazione del potere finanziario, mediatico e operativo in pochissime mani - che non appaiono - dall'altra le finte democrazie occupate, esautorate proprio dallo stesso potere finanziario globale.
Le diaboliche tecniche di manipolazione di massa rese possibili dalle nuove tecnologie, create dagli ingegneri, e messe a disposizioni degli speculatori globali rende impari la partita.
Alla luce di quel che è, ad oggi, non si può vincere, si può solo tentare di capire.
D'altronde: "Cos'altro potremmo fare?"
Buona lettura!
Dopo sette anni, e oltre 450 articoli, ho deciso di trasferire, includere questo blog nel nuovo sito rinotringale.it Buona lettura.
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martedì 3 marzo 2020
venerdì 14 luglio 2017
"Allons enfants...".
14 luglio, presa della Bastiglia: una gran bella data per ridare vita a questo blog... ibernato da oltre tre anni. L'articolo del 1 gennaio 2014 parlava infatti di Fëdor Linde e degli incredibili e drammatici primi giorni della rivoluzione russa di febbraio.
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| Rivolta alla 22ma Giornata del Libro |
La prefazione è di Julia Dobrovolskaja, una donna straordinaria nata il 25 agosto 1917,
a cavallo delle due rivoluzioni (come amava dire Lei), quella di febbraio e quella di ottobre.
L'amicizia di Julia è stato un grande privilegio e parlerò ancora di lei.
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| Rivolta, di Rino Tringale, SE Milano, 2017 |
mercoledì 1 gennaio 2014
"Fëdor Linde e i "se" della Storia - 2".
In una lettera al socialrivoluzionario Boris Sokolov, scritta nella primavera del 1917, Linde rievocò il modo in cui era riuscito a persuadere i cinquemila soldati del reggimento Preobraženskij, alloggiati nella sua stessa caserma nei pressi del Palazzo di Tauride (sede della Duma, il Parlamento), a partecipare all'ammutinamento.
"Non so che cosa mi sia successo. Ero sdraiato su una branda a leggere un libro di Haldane. Ero talmente assorto nella lettura che non ho sentito le grida e i rumori che giungevano dalla strada. Una pallottola vagante ha mandato in frantumi la finestra accanto alla branda [...] I cosacchi stavano sparando sulla folla inerme e indifesa, picchiando con i frustini, calpestando sotto gli zocccoli dei cavalli quelli che cadevano. E allora ho visto una ragazza che cercava di sfuggire al cavallo di un ufficiale lanciato al galoppo, in confronto al quale era però troppo lenta. Un duro colpo in testa l'ha abbattuta davanti alle zampe dell'animale. La ragazza ha gettato un grido. E' stato quel grido disumano e penetrante a scuotermi. Sono saltato su un tavolo e ho cominciato a gridare: "Amici! Amici! Viva la rivoluzione! Alle armi! Alle armi! Si uccide della gente innocente, si uccidono i nostri fratelli e le nostre sorelle!".
In seguito mi hanno detto che nella mia voce c'era qualcosa che rendeva impossibile resistere a quell'invocazione [...] Mi sono venuti dietro senza neppure rendersi conto né dove né in nome di quale causa ci si muovesse [...] Hanno partecipato tutti agli attacchi contro i cosacchi e i poliziotti. Ne abbiamo ammazzato qualcuno. Gli altri hanno battuto in ritirata. A notte il combattimento era finito. La rivoluzione era ormai realtà [...] E io, be', io quella sera stessa sono tornato al mio libro di Haldane". (da "Tragedia di un popolo", Orlando Figes, pag. 392).
* * *
Ad analizzare i fatti d'Italia, a immaginarne le prospettive politiche e sociali... viene l'accupazione, l'asfissia. L'unica via per non soffocare è la speranza, la speranza che (come Malachaj, il principe rivoluzionario di "Rivolta" si auspica) un evento straordinario possa rimettere il Paese deragliato sui binari dell'umanità e quindi, come direbbe Leonardo Sciascia, della Giustizia.
Non è tanto, lo so ("Chi di speranza vive, disperato muore"), ma è già qualcosa, è meglio che niente.
Solo la vera Arte può far superare le bassezze umane.
In una lettera al socialrivoluzionario Boris Sokolov, scritta nella primavera del 1917, Linde rievocò il modo in cui era riuscito a persuadere i cinquemila soldati del reggimento Preobraženskij, alloggiati nella sua stessa caserma nei pressi del Palazzo di Tauride (sede della Duma, il Parlamento), a partecipare all'ammutinamento.
"Non so che cosa mi sia successo. Ero sdraiato su una branda a leggere un libro di Haldane. Ero talmente assorto nella lettura che non ho sentito le grida e i rumori che giungevano dalla strada. Una pallottola vagante ha mandato in frantumi la finestra accanto alla branda [...] I cosacchi stavano sparando sulla folla inerme e indifesa, picchiando con i frustini, calpestando sotto gli zocccoli dei cavalli quelli che cadevano. E allora ho visto una ragazza che cercava di sfuggire al cavallo di un ufficiale lanciato al galoppo, in confronto al quale era però troppo lenta. Un duro colpo in testa l'ha abbattuta davanti alle zampe dell'animale. La ragazza ha gettato un grido. E' stato quel grido disumano e penetrante a scuotermi. Sono saltato su un tavolo e ho cominciato a gridare: "Amici! Amici! Viva la rivoluzione! Alle armi! Alle armi! Si uccide della gente innocente, si uccidono i nostri fratelli e le nostre sorelle!".
In seguito mi hanno detto che nella mia voce c'era qualcosa che rendeva impossibile resistere a quell'invocazione [...] Mi sono venuti dietro senza neppure rendersi conto né dove né in nome di quale causa ci si muovesse [...] Hanno partecipato tutti agli attacchi contro i cosacchi e i poliziotti. Ne abbiamo ammazzato qualcuno. Gli altri hanno battuto in ritirata. A notte il combattimento era finito. La rivoluzione era ormai realtà [...] E io, be', io quella sera stessa sono tornato al mio libro di Haldane". (da "Tragedia di un popolo", Orlando Figes, pag. 392).
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| Fëdor Linde |
Con "Rivolta" ho
provato a scrivere l'equazione di una rivoluzione, a tracciare il
grafico delle curve di disperazione, sopraffazione, ribellione, bisogno di giustizia, necessità di un futuro migliore, ...
A
rileggere le parole di Linde, a ripensare alla disperazione del venditore ambulante tunisino Mohamed
Bouazizi, alla rabbia dei ragazzi di Piazza Tahrir al Cairo, alla disobbedienza civile dei manifestanti di Gezi Park a Istanbul o all'indignazione dei tanti "forconi" italiani di questi mesi, si intuisce che
tutte le rivolte hanno, in fondo, proprio un'equazione in comune.
* * *
Non è tanto, lo so ("Chi di speranza vive, disperato muore"), ma è già qualcosa, è meglio che niente.
Solo la vera Arte può far superare le bassezze umane.
Buon Futuro
martedì 31 dicembre 2013
"Fëdor Linde e i "se" della Storia - 1".
La "Storia" può riservare sorprese incredibili. Fatti imprevedibili possono stravolgere, ad ogni momento, il mondo. Io, da ingegnere, cresciuto a equazioni di equilibrio, rapporti di riduzione, coefficienti di sicurezza, e via dicendo, rimango estasiato di fronte ai capovolgimenti di fronte della storia umana. Per quanto sconosciuto il sergente Fëdor Linde è stato uno degli artefici di un tale, epocale, capovolgimento di fronte, l'uomo che contribuì a trasformare una protesta di piazza in un ammutinamento prima, e in una rivoluzione dopo.
20 aprile 1917
Linde incita i commilitoni del reggimento Finlandiskij a opporsi al proseguimento della guerra per fini imperiali.
"Alto, biondo e bello, Linde era figlio di un farmacista tedesco e di una contadina polacca, ed era cresciuto in una piccola fattoria nei pressi di San Pietroburgo sul golfo di Finlandia. Lì la madre teneva una piccola locanda molto popolare fra i rivoluzionari della capitale, che vi si rifugiavano quando volevano sottrarsi alla sorveglianza occhiuta della polizia. Ed era stato facendo amicizia con quegli ospiti della madre che l'adolescente Linde, per natura un romantico idealista, era stato attirato nelle attività segrete rivoluzionarie". (da "Tragedia di un popolo", Orlando Figes, pag. 391).
Il 23 febbraio 1917 le proteste scoppiarono per la mancanza di pane.
Cominciarono le donne. Subito dopo si unirono gli operai dei quartieri industriali di Vyborg.
In quei giorni Chliapnikov, il capo dei bolscevichi di Pietrogrado, continuava a ripetere che sarebbe stato sufficiente gettare alla folla qualche tonnellata di pane per far cessare le rivolte.
Invece dopo tre giorni di proteste, il 25 febbraio, lo zar ordinò (dal fronte) al generale Chabalov (comandante della piazza di Pietrogrado) di reprimere a ogni costo le proteste di piazza.
Il giorno dopo i militari spararono sui manifestanti: oltre centocinquanta morti e migliaia di feriti... e la fine di un regime ormai fuori dal tempo.
La "Storia" può riservare sorprese incredibili. Fatti imprevedibili possono stravolgere, ad ogni momento, il mondo. Io, da ingegnere, cresciuto a equazioni di equilibrio, rapporti di riduzione, coefficienti di sicurezza, e via dicendo, rimango estasiato di fronte ai capovolgimenti di fronte della storia umana. Per quanto sconosciuto il sergente Fëdor Linde è stato uno degli artefici di un tale, epocale, capovolgimento di fronte, l'uomo che contribuì a trasformare una protesta di piazza in un ammutinamento prima, e in una rivoluzione dopo.
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| Proteste a Pietrogrado, febbraio 1917. |
Linde incita i commilitoni del reggimento Finlandiskij a opporsi al proseguimento della guerra per fini imperiali.
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| da "Tragedia di un popolo", Orlando Figes; pag. 704+4; Foto 57 |
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| Pietrogrado: febbraio 1917 |
Cominciarono le donne. Subito dopo si unirono gli operai dei quartieri industriali di Vyborg.
In quei giorni Chliapnikov, il capo dei bolscevichi di Pietrogrado, continuava a ripetere che sarebbe stato sufficiente gettare alla folla qualche tonnellata di pane per far cessare le rivolte.
Invece dopo tre giorni di proteste, il 25 febbraio, lo zar ordinò (dal fronte) al generale Chabalov (comandante della piazza di Pietrogrado) di reprimere a ogni costo le proteste di piazza.
Il giorno dopo i militari spararono sui manifestanti: oltre centocinquanta morti e migliaia di feriti... e la fine di un regime ormai fuori dal tempo.
lunedì 30 dicembre 2013
"Matteoerre".
Il signor Renzi (classe 1975) non ha mai svolto un lavoro "reale". Non ha mai dimostrato, quindi, cosa sia capace di fare fuori dalla casta. "Dirigente", fittizio e in aspettativa, nell'azienda di famiglia, presidente della Provincia di Firenze a 29 anni, sindaco della città a 33, segretario del PD a 38.
Perplessità?
. Vado spesso a Firenze e trovo una città stupenda in uno stato pietoso.
. Due poltrone (sindaco FI e segretario PD) per uno stesso latoB?
. Le Province? Debutto bizantino: vengono abolite senza essere abolite.
. Troppi fatti opachi, per uno che si presenta come il nuovo che avanza.
Spero tanto, ma proprio tanto, di sbagliarmi.
Il signor Renzi (classe 1975) non ha mai svolto un lavoro "reale". Non ha mai dimostrato, quindi, cosa sia capace di fare fuori dalla casta. "Dirigente", fittizio e in aspettativa, nell'azienda di famiglia, presidente della Provincia di Firenze a 29 anni, sindaco della città a 33, segretario del PD a 38.
Perplessità?
. Vado spesso a Firenze e trovo una città stupenda in uno stato pietoso.
. Due poltrone (sindaco FI e segretario PD) per uno stesso latoB?
. Le Province? Debutto bizantino: vengono abolite senza essere abolite.
. Troppi fatti opachi, per uno che si presenta come il nuovo che avanza.
Spero tanto, ma proprio tanto, di sbagliarmi.
domenica 29 dicembre 2013
"Regole".
Le regole determinano i risultati.
Pensiamo a quanti governi hanno avuto nel dopoguerra i principali paesi europei.
Germania Francia Gran Bretagna Italia
Numero governi 9 9 14 63
Vita media (mesi) 90 90 58 13
Come si può governare un Paese quando la vita media dell'Esecutivo è di 13 mesi?
Soluzione? Copiare dalle leggi elettorali dei Paesi più civili del nostro.
Soluzione? "Legare il mandato parlamentare allo stato politico del candidato al momento delle elezioni". In sostanza: liberi di avere crisi mistiche ma, in tal caso: dimettersi e abbandonare la carica.
Soluzione? La stessa di prima: vietato cambiare casacca in corsa.
Al casinò, non appena la roulette comincia a girare, non si può più spostare la puntata.
Le regole, dicevamo, condizionano il risultato.
Le regole determinano i risultati.
Pensiamo a quanti governi hanno avuto nel dopoguerra i principali paesi europei.
Germania Francia Gran Bretagna Italia
Numero governi 9 9 14 63
Vita media (mesi) 90 90 58 13
Come si può governare un Paese quando la vita media dell'Esecutivo è di 13 mesi?
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| Italia |
* * *
Altro esempio. Il bipede ridens sotto a sinistra, eletto nel 2008 con "l'Italia dei valori", due anni dopo ha una crisi mistica e cambia gabbana. Passa cioè alla banda opposta: al "Popolo della libertà" (libertà, sic!). Risultato: berlusconi, in grave difficoltà, grazie a tre scilipoti ridens ottiene il voto di fiducia in Parlamento.![]() |
| Voltagabbana |
* * *
Terzo esempio. Il bipede sotto è stato eletto (solo otto mesi fa) nelle file del "Popolo della Libertà" (ri-sic!). Sette mesi dopo (novembre 2013) è preda di una profonda crisi spirituale e, con una manciata di altre anime in pena, esce dal partito nel quale è stato eletto (PDL) e fonda un nuovo partito, l'ncd con cui dà ossigeno al governoletta.![]() | |
| Travaglio spirituale |
Al casinò, non appena la roulette comincia a girare, non si può più spostare la puntata.
Le regole, dicevamo, condizionano il risultato.
Le "regole", in Italia, sono fatte per spartirsi la torta, strafregandosene bellamente del "po-po-lo". Questo perchè i politicanti, incapaci di affrontare l'Oceano Mare della competizione internazionale, trovano più facile cannibalizzare il Paese.
Morso dopo morso, però, la torta diventa sempre più piccola
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| Viva l'Italia |
venerdì 27 dicembre 2013
"Il Marketing del signor B.".
A rivedere certe sceneggiate del signor B (non ci fosse da piangere), verrebbe da ridere.
"Amo l'Italia..." dice lui. "E frega gli italiani", aggiungo io".
Certo, perchè a uno che ha imposto una legge elettorale suina in cui l'elettore non può scegliere il suo rappresentante (Legge n.270; 21 dicembre 2005, calderoli), degli italiani non gli importa un fico secco.
Nel video sotto un'altra delle tante sceneggiate del signor B: un distillato di servilismo e rincitrullimento strategico. La performance è di qualche anno fa ma, al solo ricordo, mi fa venire ancora il voltastomaco perchè Mr B si genufletteva, sbavava e sbaciucchiava da Primo Ministro d'Italia. L'avesse fatto da affarista privato in tourné alla ricerca di dané non me ne sarebbe potuto fregar di meno.
...senatore Berlusconi, ex-senatore Berlusconi...
... ma ci faccia il piacere.
A rivedere certe sceneggiate del signor B (non ci fosse da piangere), verrebbe da ridere.
"Amo l'Italia..." dice lui. "E frega gli italiani", aggiungo io".
Certo, perchè a uno che ha imposto una legge elettorale suina in cui l'elettore non può scegliere il suo rappresentante (Legge n.270; 21 dicembre 2005, calderoli), degli italiani non gli importa un fico secco.
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| Zuppa riscaldata: patetico |
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| Che figura! |
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| "... ma mi faccia il piacere..." |
mercoledì 25 dicembre 2013
"L'Artista del Bosco".
Era da almeno dieci anni che non andavo a camminare dalle parti di Sagno (Svizzera) lungo un bel sentiero a mezzacosta sul lago di Como. Poche settimane fa ci sono ritornato ed è stato come precipitare dentro a un "libro aperto", dentro a un susseguirsi di luoghi magici.

Mentre mi soffermavo a leggere le massime incise su un centinaio di tronchi, per pura combinazione, uno svizzero tedesco mi si è avvicinato e mi ha chiesto: "Le piacciono? Le ha fatte il mio vicino dall'altra parte del confine?"
Dopo pochi minuti avevo le indicazioni per raggiungere la casa dell'Artista del Bosco.
Dopo altri dieci minuti ero sul sentiero di fronte a casa dell'Artista del bosco. Per combinazione lui era sul prato davanti allo chalet: abbiamo cominciato a conversare. Dopo pochi minuti mi invitava a bere un bicchiere di vino in casa.
Giò ha trasformato un pezzo di bosco in un luogo magico. Un luogo per ricordare Fabio, il figlio ucciso in un incidente stradale a soli 32 anni.
"Per alcuni "Io" è l'abbreviativo di Dio".
"Chi è amico di tutti, è amico di nessuno".
"Chi fa falla, chi non fa farfalla".
"Un giorno è maestro dell'altro".
"La mia coscienza conta più dell'opinione degli altri".
"Le muccche non danno il latte, sono gli uomini che se lo prendono".
"La prosperità rende indolenti e vili".
"Anche il manganello può indicare la strada".
"Amor omnia vincit".
"Dove c'è bisogno di braccia, le parole sono perfettamente inutili.
E tante, tante altre ancora.
Era da almeno dieci anni che non andavo a camminare dalle parti di Sagno (Svizzera) lungo un bel sentiero a mezzacosta sul lago di Como. Poche settimane fa ci sono ritornato ed è stato come precipitare dentro a un "libro aperto", dentro a un susseguirsi di luoghi magici.
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| Arrivando dalla parte svizzera lungo il sentiero a valle. |
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| Il sentiero che porta alle tre croci. |
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| Tutto fatto a mano: con puntiglio e amore. |
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| La cappelletta sul lago. |
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| Vista dalla terrazza della cappelletta: sullo sfondo, verso sud, Como. |

Mentre mi soffermavo a leggere le massime incise su un centinaio di tronchi, per pura combinazione, uno svizzero tedesco mi si è avvicinato e mi ha chiesto: "Le piacciono? Le ha fatte il mio vicino dall'altra parte del confine?"
Dopo pochi minuti avevo le indicazioni per raggiungere la casa dell'Artista del Bosco.
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| Giò, "l'Artista del bosco". |
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| Sentiero dedicato a Fabio. |
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| "Criticà l'è facil, fa mei l'è dificil". |
"Chi è amico di tutti, è amico di nessuno".
"Chi fa falla, chi non fa farfalla".
"Un giorno è maestro dell'altro".
"La mia coscienza conta più dell'opinione degli altri".
"Le muccche non danno il latte, sono gli uomini che se lo prendono".
"La prosperità rende indolenti e vili".
"Anche il manganello può indicare la strada".
"Amor omnia vincit".
"Dove c'è bisogno di braccia, le parole sono perfettamente inutili.
E tante, tante altre ancora.
lunedì 23 dicembre 2013
"Il Marketing del signor N".
Il Signor Napolitano è stato praticamente tutto in questa Disastrata Repubblica Italiana: deputato del PCI dal 1953, responsabile culturale del PCI, presidente della Camera, ministro degli Interni, europarlamentare, senatore a vita, presidente della Repubblica.
Prima di tutto ciò, all'Università, era però fascista.
Che in questi ultimi anni, un giorno sì e un giorno anche, il signor Napolitano lanci moniti, avvisi, allarmi, esortazioni, implorazioni e via dicendo per denunciare i (tanti) mali di quest'Italia è ridicolo, surreale. Se le carceri sono sovraffollate, disumane, e via dicendo, cosa ha fatto lui, che è stato praticamente tutto, per evitare tutto ciò? Cosa ha fatto negli ultimi sessant'anni? Cosa ha fatto dal 3 giugno 1992 al 14 aprile 1994 quando era presidente della Camera?
Il marketing del signor N umilia noi clienti, umilia la nostra intelligenza.
Ma cosa crede, che siamo fessi o che abbiamo la memoria corta?
Sì, ci faccia il piacere....
Il Signor Napolitano è stato praticamente tutto in questa Disastrata Repubblica Italiana: deputato del PCI dal 1953, responsabile culturale del PCI, presidente della Camera, ministro degli Interni, europarlamentare, senatore a vita, presidente della Repubblica.
Prima di tutto ciò, all'Università, era però fascista.
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| Carceri |
Il marketing del signor N umilia noi clienti, umilia la nostra intelligenza.
Ma cosa crede, che siamo fessi o che abbiamo la memoria corta?
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| "... ma mi faccia il piacere..." |
sabato 21 dicembre 2013
"Il Generale e i Forconi".
Negli anni '80 ho prestato servizio militare come ufficiale di Artiglieria. In quei dodici mesi il mio superiore diretto era un maggiore. Trentadue anni dopo siamo ancora amici. Lui adesso è un generale in pensione in ottima forma fisica e mente pronta.
Alcuni giorni fa stavamo parlando della situazione sociale italiana e delle proteste di piazza di queste settimane. Le rivolte si innescano quando la fame supera determinati, insondabili, livelli critici. Quei tipi di rivolte, però, portano raramente a veri miglioramenti sociali. I veri miglioramenti arrivano quando la classe dirigente di un Paese è capace di intuire pericoli e problemi all'orizzonte e avvia le opportune riforme e contromisure. Classi dirigenti simili non possono venir fuori, a mio avviso, dalla finta democrazia dell'Italia di oggi che allontana la gente di valore e si fonda su nani e cortigiani (porcellum).
La storia insegna.
La rivoluzione di febbraio, spontanea e liberatoria, portò alla caduta dello zar. Negli otto mesi successivi le pressanti richieste di rinnovamento e moralizzazione della Società furono traditi dal "sistema del doppio potere" (Governo Provvisorio + Soviet).
Il colpo di Stato dell'ottobre '17 fu quindi, "alla fine", "l'inizio" della spirale di violenza che avrebbe condannato all'incubo tre generazioni di russi.
"Speriamo che (l'Italia) se la cava".
Il mio secondo libro, "Rivolta", una sorta di equazione della rivoluzione in prosa, analizza queste situazioni sociali classiche... e sempiterne.
Negli anni '80 ho prestato servizio militare come ufficiale di Artiglieria. In quei dodici mesi il mio superiore diretto era un maggiore. Trentadue anni dopo siamo ancora amici. Lui adesso è un generale in pensione in ottima forma fisica e mente pronta.
Alcuni giorni fa stavamo parlando della situazione sociale italiana e delle proteste di piazza di queste settimane. Le rivolte si innescano quando la fame supera determinati, insondabili, livelli critici. Quei tipi di rivolte, però, portano raramente a veri miglioramenti sociali. I veri miglioramenti arrivano quando la classe dirigente di un Paese è capace di intuire pericoli e problemi all'orizzonte e avvia le opportune riforme e contromisure. Classi dirigenti simili non possono venir fuori, a mio avviso, dalla finta democrazia dell'Italia di oggi che allontana la gente di valore e si fonda su nani e cortigiani (porcellum).
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| "Io speriamo che me la cavo" di Marcello D'Orta |
La rivoluzione di febbraio, spontanea e liberatoria, portò alla caduta dello zar. Negli otto mesi successivi le pressanti richieste di rinnovamento e moralizzazione della Società furono traditi dal "sistema del doppio potere" (Governo Provvisorio + Soviet).
Il colpo di Stato dell'ottobre '17 fu quindi, "alla fine", "l'inizio" della spirale di violenza che avrebbe condannato all'incubo tre generazioni di russi.
"Speriamo che (l'Italia) se la cava".
Il mio secondo libro, "Rivolta", una sorta di equazione della rivoluzione in prosa, analizza queste situazioni sociali classiche... e sempiterne.
giovedì 19 dicembre 2013
"Italia nel Mondo".
Un mio caro amico è stato recentemente in Cina per lavoro. Una sera a Shanghai, scendendo da un taxi, il tassista gli ha chiesto da dove venisse. Quando lui ha risposto: "Dall'Italia", il cinese ha intonato:
Quando ero ragazzo una pubblicità televisiva recitava: "Kra--, cose buone dal mondo".
"Ahi serva Italia, di dolore ostello...".
Un mio caro amico è stato recentemente in Cina per lavoro. Una sera a Shanghai, scendendo da un taxi, il tassista gli ha chiesto da dove venisse. Quando lui ha risposto: "Dall'Italia", il cinese ha intonato:
Quando ero ragazzo una pubblicità televisiva recitava: "Kra--, cose buone dal mondo".
"Ahi serva Italia, di dolore ostello...".
martedì 17 dicembre 2013
"Turaccioli".
Lo scorso febbraio molti candidati del Movimento 5 Stelle sono stati eletti, più che per meriti propri, per l'onda emotiva indotta nell'elettorato da un forte bisogno di cambiamento. L'elezione di questi candidati mi fa pensare a dei turaccioli trasportati dalla corrente di un fiume.
Con ciò non voglio sminuire l'affermazione del M5S, a cui ho guardato con interesse, ma far presente che per uscire dalla gravissima crisi in cui versa il Paese occorre gente onesta, preparata e che abbia, soprattutto, una visione del mondo. Visione del mondo che non si può avere se si è palesemente ignoranti come dimostra l'intervista di Sabrina Nobile. Non sto parlando di titoli di studio, ma di visione del mondo. Visione del mondo che si ha solo se si possiede, a prescindere dai pezzi di carta, una solida cultura.
"Meglio rossi che esperti", recitava uno slogan del maoismo più oscuro. Il risultato fu una terribile carestia che negli anni '60 fece oltre 50 milioni di morti.
Le proteste di piazza possono servire, a volte, da "grilletto" o "detonatore", ma per ottenere risultati occorre il capitale più importante: un misterioso mix di Onestà Intellettuale, Visione e Conoscenza. Negli scorsi secoli simili epici mix hanno trasformato Russia, Giappone, Turchia e Cina.
L'Italia non si può migliorare con qualche volenteroso, ma ignorante, deputato.
Il M5S dovrebbe reclutare candidati fra persone che hanno dimostrato di essere capaci, oneste e che non sono state coinvolte nella bassa politica di questi ultimi decenni. Difficile, ma non impossibile. Guardandomi in giro di gente simile ne vedo. E non poca.
Lo scorso febbraio molti candidati del Movimento 5 Stelle sono stati eletti, più che per meriti propri, per l'onda emotiva indotta nell'elettorato da un forte bisogno di cambiamento. L'elezione di questi candidati mi fa pensare a dei turaccioli trasportati dalla corrente di un fiume.
Con ciò non voglio sminuire l'affermazione del M5S, a cui ho guardato con interesse, ma far presente che per uscire dalla gravissima crisi in cui versa il Paese occorre gente onesta, preparata e che abbia, soprattutto, una visione del mondo. Visione del mondo che non si può avere se si è palesemente ignoranti come dimostra l'intervista di Sabrina Nobile. Non sto parlando di titoli di studio, ma di visione del mondo. Visione del mondo che si ha solo se si possiede, a prescindere dai pezzi di carta, una solida cultura.
"Meglio rossi che esperti", recitava uno slogan del maoismo più oscuro. Il risultato fu una terribile carestia che negli anni '60 fece oltre 50 milioni di morti.
Le proteste di piazza possono servire, a volte, da "grilletto" o "detonatore", ma per ottenere risultati occorre il capitale più importante: un misterioso mix di Onestà Intellettuale, Visione e Conoscenza. Negli scorsi secoli simili epici mix hanno trasformato Russia, Giappone, Turchia e Cina.
L'Italia non si può migliorare con qualche volenteroso, ma ignorante, deputato.
Il M5S dovrebbe reclutare candidati fra persone che hanno dimostrato di essere capaci, oneste e che non sono state coinvolte nella bassa politica di questi ultimi decenni. Difficile, ma non impossibile. Guardandomi in giro di gente simile ne vedo. E non poca.
* * *
Ho trascurato i "deputati" pd, pdl e via dicendo perchè, da quella parte, non può arrivare nessun miglioramento. domenica 15 dicembre 2013
"Porcellum".
Certe scelte mostrano i loro effetti solo a distanza.
Con intelligenza e onestà intellettuale è però possibile intuirne la portata nello stesso momento in cui vengono effettuate. Il tizio sotto ha definito la Legge Elettorale da lui stesso redatta una "porcata".
La misura del degrado italiano sta anche nell'accettare che la Legge Elettorale, una delle più sacre di qualsiasi ordinamento democratico, possa essere insultata chiamandola ripetutamente, impunemente e "liberamente", Porcellum.
Impedendo ai cittadini di scegliere i propri candidati, i capigregge dei vari pdl, pd, udc, leganord e via dicendo hanno assestato un colpo devastante al senso di appartenenza e al bisogno di giustizia che vive in ogni persona onesta.
Le proteste di queste settimane sono (anche) la conseguenza delle leggi truffa, della corruzione e del disastro morale in cui questi squallidi politicanti senza pudore e senza carisma hanno gettato il Paese.
"Povera Italia di dolore ostello...".
Certe scelte mostrano i loro effetti solo a distanza.
Con intelligenza e onestà intellettuale è però possibile intuirne la portata nello stesso momento in cui vengono effettuate. Il tizio sotto ha definito la Legge Elettorale da lui stesso redatta una "porcata".
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| Porcellum |
Impedendo ai cittadini di scegliere i propri candidati, i capigregge dei vari pdl, pd, udc, leganord e via dicendo hanno assestato un colpo devastante al senso di appartenenza e al bisogno di giustizia che vive in ogni persona onesta.
Il fatto, poi, che la Corte Costituzionale abbia dichiarato tale legge incostituzionale - otto anni dopo la sua entrata in vigore e ben dopo due elezioni - aggiunge un tocco di surrealismo al degrado italiano di quest'inizio di millennio.
"Povera Italia di dolore ostello...".
venerdì 13 dicembre 2013
"Delle due, l'una: il caso italico".
Dopo quelllo americano, siamo al caso italico: lettanipote va dicendo in giro che "... non permetterà che il Paese cada nel caos".
Basta andare in giro, ascoltare la gente, leggere la stampa internazionale sul fatto che l'Italia è preda di un mix diabolico di burocrazia strapagata e inefficiente+tasse insostenibili+corruzione dilagante+illegalità diffusa+disoccupazione+mancanza di visione politica per rendersi conto che il Paese è già nel caos, e da tempo.
Scatta allora, immediata, la domanda se lettanipote sia un incapace o un falso.
E' infatti grottesco sentire lui, e il suo sodale agli "Interni", lanciare proclami ad effetto: "Non permetteremo che il Paese..."quando sono essi stessi, e la politica degenere che incarnano, l'origine vera del Problema.
Anche nel raccontare balle ci vorrebbe un pò di stile, fantasia. Invece ci tocca sorbirci corbellerie indicibili da individui senza morale e senza carisma.
Che decadenza, mon Dieu!
Dopo quelllo americano, siamo al caso italico: lettanipote va dicendo in giro che "... non permetterà che il Paese cada nel caos".
Basta andare in giro, ascoltare la gente, leggere la stampa internazionale sul fatto che l'Italia è preda di un mix diabolico di burocrazia strapagata e inefficiente+tasse insostenibili+corruzione dilagante+illegalità diffusa+disoccupazione+mancanza di visione politica per rendersi conto che il Paese è già nel caos, e da tempo.
Scatta allora, immediata, la domanda se lettanipote sia un incapace o un falso.
E' infatti grottesco sentire lui, e il suo sodale agli "Interni", lanciare proclami ad effetto: "Non permetteremo che il Paese..."quando sono essi stessi, e la politica degenere che incarnano, l'origine vera del Problema.
Anche nel raccontare balle ci vorrebbe un pò di stile, fantasia. Invece ci tocca sorbirci corbellerie indicibili da individui senza morale e senza carisma.
Che decadenza, mon Dieu!
mercoledì 11 dicembre 2013
"Professor Keating".
Il Professor Keating era quello che, ne "L'attimo fuggente", invitava i suoi studenti a guardare ai fatti della vita da prospettive diverse.
Se uno pensa a tutte le guerre combattute dai soldati americani dall'81 ad oggi: Libano, Grenada, Panama, Liberia, Kuwait, Iraq, Somalia, Haiti, Jugoslavia, Afghanistan può legittimamente chiedersi: "A cosa son serviti tutti quei morti? A cosa è servita tutta quella sofferenza inflitta e ricevuta?".
Una risposta possibile potrebbe essere, stando ai nudi numeri: "Anche a fare in modo che il 5% più ricco della popolazione lo diventasse ancora di più".
21% 27.4% 35.7%
Il Professor Keating era quello che, ne "L'attimo fuggente", invitava i suoi studenti a guardare ai fatti della vita da prospettive diverse.
![]() |
| "L'attimo fuggente", Peter Weir, 1989 |
Una risposta possibile potrebbe essere, stando ai nudi numeri: "Anche a fare in modo che il 5% più ricco della popolazione lo diventasse ancora di più".
Ricchezza posseduta dal 5% più ricco della popolazione USA
1981 1993 2012
21% 27.4% 35.7%
lunedì 9 dicembre 2013
"1:12 e il Grande G".
Nei primi anni 2000 Giorgio Gaber disse: "Più che Berlusconi, temo il Berlusconi che c'è in me".
Come a dire che aveva più paura dell'influenza che i Media, in mano a gente come Berlusconi, potevano avere sulla gente, che non del Berlusconi in carne, ossa e soldi.
Considerando come la maggioranza del Popolo si è recentemente bevuto le frottole della minoranza al Potere (rifiuto dell'Iniziativa 1:12) si capisce quanto fosse sveglio il Signor G. Grande Gaber.
Nei primi anni 2000 Giorgio Gaber disse: "Più che Berlusconi, temo il Berlusconi che c'è in me".
Come a dire che aveva più paura dell'influenza che i Media, in mano a gente come Berlusconi, potevano avere sulla gente, che non del Berlusconi in carne, ossa e soldi.
Considerando come la maggioranza del Popolo si è recentemente bevuto le frottole della minoranza al Potere (rifiuto dell'Iniziativa 1:12) si capisce quanto fosse sveglio il Signor G. Grande Gaber.
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