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domenica 8 aprile 2012

Stupore 
Come si fa a continuare a votare gente che ha portato l'Italia al disastro?
Se decidete di non cambiare lista, almeno non votate i "rais", i capintesta, i capilista.
Continuare a farlo sarebbe illogico e immorale.


venerdì 6 aprile 2012

Microprocessori; da "Il Guado"
Vivesse oggi, William Paley lo chiamerebbe ancora orologiaio, o preferirebbe chiamarlo... progettista elettronico?
Cap. 3 "Il Guado"
(Scena: Alpi svizzere; Tempi: Attuali; Personaggi: Seb: il padre; Spindle: il figlio).

Circuito integrato
«Spindle, hai mai visto una macchina fotografica o l’interno di un’autoradio?».
«Sì, con tutti quei rettangoli di plastica, i tondini, i piedini e le lucine».
«Bene, in quelle schede elettroniche ci sono milioni di componenti: transistors, condensatori, diodi, triodi, resistenze, amplificatori, trasformatori, induttanze, miscelatori, oscillatori e milioni di altre diavolerie. E tutti rispondono agli ordini del loro creatore: il Progettista. Il Dio di quell’immenso e complesso mondo è il Progettista, un uomo. Noi, come gli elettroni, i bit e i bytes di quelle schede elettroniche non conosciamo il Progettista, ma grazie alla nostra umanità possiamo però intuirne la presenza».
Spindle, perso nei suoi sogni, lo guardava senza vederlo.

Circuito integrato LM1972 (Processore audio)

giovedì 5 aprile 2012

Rembrandt da "Il Guado"
La "Ronda di notte", nota anche come "La compagnia del Capitano Frans Banning Cocq, è un dipinto ad olio su tela di 3,63 m x 4,37 m (proprio grande) realizzato nel 1642 da Rembrandt Harmenszoon Van Rijn. Occupa la parete di fondo di una grande sala del Rijkmuseum di Amsterdam.
Cap.3 "Il Guado"
(Scena: Alpi svizzere; Tempi: Attuali; Personaggi: Seb: il padre; Spindle: il figlio).

"La Ronda di notte" di Rembrandt (1642)
«Ti ricordi di quel grandissimo quadro al Rijksmuseum di Amsterdam? La Ronda di Notte che occupava quell’immensa parete in fondo alla sala?».
«Sì, certo».
«Ti ricordi quanto a lungo l’abbiamo osservato? Tutti quei personaggi? Lo sfondo? I vestiti? Gli arnesi? Le espressioni?».
«Che forte quel quadro».
«Bene, in quel caso noi eravamo come Dio: potevamo vedere tutto».
Spindle cominciava a capire.
«Immagina adesso di coprire il dipinto con un grande lenzuolo bianco e di fare un piccolo taglio in corrispondenza delle mani del tamburino sulla destra o dello sguardo della bambina che tiene il pollo…».
«Per poi fallo vedere al primo disgraziato di passaggio?» lo anticipò
Spindle.
«Centro, hai capito. Noi disgraziati, attraverso quelle piccole fessure, cosa potremmo capire?».
«Ben poco».

mercoledì 4 aprile 2012

Goethe Bar da "Il Guado"
Cap. 5 "Madre Natura"
(Il protagonista, in viaggio per Hong Kong, in transito all'aeroporto di Francoforte, bevendo un drink al "Goethe Bar," riflette sull'assassinio... dell'Alitalia...).
«Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello» canticchiò sconsolato mentre brindava alla salute di Johann Wolfgang.
E così dopo decenni di malaffare, continui saccheggi e violenze di squallidi quaquaraquà politicamente trasversali, con la bancarotta dell’Alitalia, la compagnia di bandiera, tutti gli italiani erano stati subitaneamente trasformati in una massa di pigliainculo, proprio dei pigliainculo, come avrebbe detto il don Mariano di Sciascia.
"Goethe" bar, aeroporto di Francoforte,T
Dopo aver infatti sborsato per decenni montagne di denaro pagando tasse su tasse per sovvenzionare la vacca pubblica, alla fine si erano ritrovati con dell’aria fritta fra le mani. La parte buona ai privati, ai soliti amici. Quella cattiva, tossica, la bad company, a loro, ai contribuenti pigliainculo.
Grande sociologo quel don Mariano: delinquente, criminale, mafioso, ma grande sociologo.
Mentre il succo di pomodoro lo guardava minaccioso dal bicchiere pensò che da qualche tempo i politici usavano termini inglesi, per esempio bad company, per rendere più moderne le prese per il culo e termini medici, per esempio tossico, per darvi tocchi di scientificità.
Chiese consiglio con gli occhi a Wolfgang. E lui approvò con lo sguardo, sembrava volesse dirgli che ominicchi, pigliainculo e quaquaraquà, di certo, non sentiranno mai il bisogno di sollevare lo sguardo al cielo..."

lunedì 2 aprile 2012

"Il giorno della civetta" di Leonardo Sciascia; 1961
Il primo scrittore ad avere avuto il coraggio di sollevare il velo di omertà che, da sempre, aveva coperto il  fenomeno "Mafia" in Sicilia ma, ancor di più, in Italia.
Il giorno della civetta, di Leonardo Sciascia, 1961
Un romanzo in cui, attraverso un caso poliziesco tutto sommato "ordinario", viene descritta con lucidità e profondità il "passaggio" dalla mafia arcaica, a quella "cittadina" degli appalti pubblici e della contiguità con la politica a qualsiasi livello.

 (Don Mariano Arena al capitano Bellodi):
« Io ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l’umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà… Pochissimi gli uomini; i mezz’uomini pochi, chè mi contenterei l’umanità si fermasse ai mezz’uomini… E invece no, scende ancor più giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi…E ancora più giù: i pigliainculo, che vanno diventando un esercito… E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, chè la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre… Lei, anche se mi inchioderà su queste carte come un Cristo, lei è un uomo…  »




domenica 1 aprile 2012

Pudore
Come fanno, dopo aver portato l'Italia al disastro, a continuare a petulare?
Ad andare in televisione senza l'ombra del minimo pudore?
A pontificare su argomenti in cui, da decenni, falliscono?
A sopravvivere senza la minima traccia di coscienza individuale e responsabilità sociale?

"Il pudore è come un vestito, quanto più è consumato tanto minor cura se ne ha", Apuleio